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Lo sport e il microbiota intestinale

 

Il microbiota intestinale come già detto anche su questo blog svolge molte funzioni importanti per il nostro organismo: ci aiuta nella degradazione del cibo per ricavare la giusta energia di cui abbiamo bisogno, ma anche nella produzione di vitamine, nella modulazione del nostro sistema immunitario ed in generale favorisce la salute gastrointestinale e quella cerebrale.

Alcuni recenti studi sottolineano la correlazione positiva tra sport e microbiota intestinale, ad esempio come l’esercizio fisico sia in grado di modulare e influenzare il microbiota e viceversa. Infatti è stata confrontata la composizione del microbiota intestinale tra gli atleti e la popolazione sedentaria, ma anche tra atleti di differenti discipline e con differenti diete per comprendere come questi fattori modellino il loro microbiota.

 

L’esercizio fisico favorisce lo sviluppo di un microbiota intestinale in equilibrio!

 

Da queste analisi è emerso che l’attività fisica e quindi uno stile di vita non sedentario promuove il mantenimento di un microbiota intestinale in equilibrio e riduce la possibilità di incorrere in una condizione di disbiosi. Nello specifico l’esercizio fisico favorisce:

  • aumento della diversità microbica;
  • abbondanza di specie batteriche benifiche;
  • maggiore capacità del microbiota di produrre molecole essenziali per l’organismo;
  • modulazione del sistema immunitario della mucosa;
  • aumento della funzione di barriera intestinale.

Gli individui che svolgono attività fisica mostrano un’ abbondanza più elevata dei batteri benefici ed inoltre incrementano la ricchezza microbica. Questo significa che nel loro intestino ci sono tanti più batteri diversi tra loro rispetto alla popolazione di individui sedentari.

Il microbiota riscontrato nelle persone attive possiede, poi, una maggiore capacità di riparazione delle mucose e di ricavare energia dalla dieta, incrementando il metabolismo dei carboidrati e della sintesi di molecole strutturali essenziali per le cellule.

Gli atleti presentano, infine, un aumento dei prodotti microbici come gli acidi grassi a catena corta (SCFA) con attività antinfiammatoria e associati anche ad incremento del metabolismo muscolare. Alcune differenze con gli individui sedentari potrebbero derivare sia dall’effetto dell’esercizio che dalle caratteristiche della dieta. Infatti, in tutti gli atleti il consumo di proteine viene correlato con l’aumento della diversità microbica.

Il confronto con individui sedentari conferma che l’ equilibrio del microbiota intestinale è legato allo stato di esercizio. Questi cambiamenti indotti dall’attività fisica, però sono temporanei e reversibili per cui necessitano di uno stimolo continuo. Quindi, come per la dieta e le abitudini alimentari, non è l’attività fisica occasionale, ma è un percorso duraturo e un cambiamento nello stile di vita che fa la differenza!!

 

Sport e microbiota: un aiuto reciproco!

 

Gli atleti di alto livello possiedono notevoli adattamenti fisiologici e metabolici e grazie alle funzioni e alle capacità che abbiamo appena visto. Ed in effetti i batteri presenti nel loro intestino sembrano avere un ruolo essenziale sulle prestazioni sportive.

Sappiamo che con l’attività fisica aumenta la produzione di SCFA a livello intestinale e queste molecole a loro volta entrano a far parte di una serie di processi metabolici essenziali per la fisiologia del nostro organismo durante l’attività fisica. Ad esempio in un recente studio si è visto che quando i nostri muscoli producono acido lattico con l’esercizio fisico, forniamo ai nostri batteri intestinali del carburante per prodotti microbici che poi il nostro organismo riutilizzerà per produrre glucosio.

Inoltre, vi è una stretta correlazione tra benessere intestinale e benessere cerebrale, grazie alla comunicazione intestino. L’ esercizio fisico, specialmente ad alti livelli richiede uno sforzo psicosociale oltre che fisico, con conseguente rilascio di ormoni dello stress. I batteri intestinali, che grazie ai prodotti del loro metabolismo partecipano all’ asse intestino-cervello, possono aiutare a ridurre l’impatto dello stimolo stressante.

Tanto che si sta valutando l’utilizzo di prodotti probiotici per supportare gli adattamenti dell’allenamento, attenuare le risposte fisiologiche di stress nella fase di recupero e quindi migliorare l’umore dopo un esercizio intenso.

 

 

La relazione tra lo sport e il microbiota intestinale è sempre positiva?

 

In base a ciò che è emerso da questi studi la risposta sembra essere no. Vi sono, infatti, differenze rispetto agli effetti benefici che abbiamo elencato finora, per quanto riguarda l’esercizio di resistenza con attività fisica intensa e di lunga durata.

Durante questo tipo di attività fisica si ha per lungo tempo una riduzione dell’ irrorazione dei vasi a livello intestinale. Poichè la maggior parte del sangue si trova localizzato a livello periferico, a livello cardiaco e polmonare per poter permettere gli scambi di ossigeno e nutrienti che servono al muscolo. Questo comporta che che la zona intestinale, dove di solito affluisce molto sangue, si può ritrovare ad essere in debito di ossigeno, con sofferenza delle cellule della mucosa e conseguente stress ossidativo.

L’esercizio fisico di resistenza può, quindi, influire negativamente sul benessere intestinale, andando ad alterare l’ equilibrio del microbiota e determinando:

  • diarrea;
  • aumento della permeabilità intestinale;
  • incremento di molecole pro-infiammatorie;
  • aumento dello stress ossidativo.

 

 

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  1. Mohr, A.E., et al. The athletic gut microbiota. J Int Soc Sports Nutr 17, 24 (2020)
  2. Clark, A., et al. Exercise-induced stress behavior, gut-microbiota-brain axis and diet: a systematic review for athletes Exercise-induced stress behavior, gut-microbiota-brain axis and diet: a systematic review for athletes. J Int Soc Sports Nutr 13, 43 (2016)

  3. Marttinen, M., et al. Gut Microbiota, Probiotics and Physical Performance in Athletes and Physically Active Individuals. Nutrients 12, 2936 (2020)