Genetica e performance sportiva

 

Fin dai primi anni 2000 moltissimi ricercatori hanno iniziato a studiare la relazione tra performance atletica e genetica. Questo ha portato a scoprire moltissimi geni (e relative mutazioni) che predispongono l’atleta ad ottenere ottimi risultati in un determinato sport piuttosto che un altro.

Ovviamente è importante sottolineare che il raggiungimento di un certo livello di performance atletica dipende per la maggior parte dall’allenamento, però se abbiamo dalla nostra parte anche la genetica allora il gioco diventa molto più semplice. Infatti è probabile che raggiungeremo, a parità di allenamento, risultati maggiori rispetto a quelli un po’ meno fortunati dal punto di vista genetico.

A tal proposito, uno dei geni implicati nell’aumento della performance sportiva è sicuramente il gene ACTN3, detto anche “il gene della velocità”.

ACTN3

Il gene ACTN3 è un gene che codifica per l’alfa-actinina 3, una proteina espressa solo nelle fibre muscolari di tipo 2. Questo tipo di fibre, definite “veloci”, si attivano maggiormente quando il muscolo lavora ad alta intensità e breve durata, come ad esempio una gara di velocità. Al contrario, le fibre di tipo 1 si attivano in condizioni in cui il muscolo lavora a bassa intensità e durata prolungata, come ad esempio una gara di fondo o una maratona.

Mutazioni di ACTN3

All’interno della popolazione esistono due varianti molto comuni del gene ACTN3: la variante R e la variante X. La variante R del gene produce la proteina normale α-actinina 3. La variante X codifica per un codone di stop prematuro, producendo una proteina non funzionale. Potresti aver ereditato da ciascun genitore due copie della variante R o della variante X, RR o XX, o una copia di ciascuna variante, RX. Le persone con varianti R (RR o RX) producono più proteine ​​ACTN3 nelle fibre di tipo 2, rendendo i loro muscoli più esplosivi e veloci. Per questo motivo queste persone sono più predisposte verso sprint e gare su brevi distanze. Al contrario le persone con la variante XX non producono la proteina ACTN3, il che li rendono più adatti a sport di endurance e resistenza.

 

Basta solo conoscere la nostra genetica per scoprire come ottenere il massimo dal tuo corpo ed ottimizzare la tua performance sportiva!

 

Chi ha il gene della velocità?

La frequenza del genotipo “veloce” RX o RR varia di popolazione in popolazione: circa l’80% tra gli europei e il 75% tra gli asiatici. Alcuni studi hanno correlato la presenza dei geni XX con la maggior possibilità di sviluppare infortuni e lesioni ai legamenti, anche se sono necessari nuovi studi per chiarire meglio questo aspetto. La cosa certa è che sicuramente una buona genetica aiuta sia gli atleti amatoriali sia d’élite a raggiungere più velocemente i propri obiettivi, non rinunciando ovviamente ad un allenamento costante nel tempo.

 

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Articolo scritto in collaborazione con Dr. Federico Gerosolimo.

ACTN3: More than Just a Gene for Speed. Craig Pickering, John Kiely. Front. Physiol., 18 December 2017

Del Coso, J., Hiam, D., Houweling, P. et al. More than a ‘speed gene’: ACTN3 R577X genotype, trainability, muscle damage, and the risk for injuries. Eur J Appl Physiol 119,49–60 (2019).

 

Serena Smeazzetto

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