Perché gli alimenti processati fanno male?
Gli alimenti processati fanno male principalmente per due motivi.
Da un lato, contengono additivi alimentari come conservanti, dolcificanti e coloranti che, se consumati frequentemente, possono avere effetti negativi sulla salute.
Dall’altro, subiscono processi di lavorazione e cottura che portano alla formazione di metaboliti potenzialmente dannosi, come i grassi idrogenati e i prodotti finali di glicazione avanzata (AGEs).
Alimenti processati fanno male: quali sono le principali molecole nocive?
I principali metaboliti nocivi presenti negli alimenti dell’industria alimentare sono:
- Grassi idrogenati, che si formano quando i grassi insaturi degli oli vegetali vengono sottoposti a temperature troppo elevate o a processi industriali di idrogenazione.
- Prodotti finali di glicazione avanzata (AGEs), che si sviluppano in seguito a cotture ad alte temperature come grigliatura, frittura, arrostimento, cottura al forno o barbecue.
Queste sostanze sono nocive per l’organismo, ma esiste una suscettibilità individuale legata alla capacità di detossificazione.
Il nostro corpo, infatti, attraverso diverse vie metaboliche, è in grado di trasformare ed eliminare sostanze tossiche, neutralizzando i radicali liberi.
I grassi idrogenati
I grassi idrogenati si trovano sia in alcuni prodotti naturali di origine animale sia in alimenti ottenuti artificialmente. Mentre quelli naturalmente presenti negli alimenti di origine animale non sono considerati dannosi, i grassi idrogenati di origine industriale sono associati a importanti effetti negativi sulla salute.
I grassi idrogenati si formano quando gli oli vegetali, normalmente liquidi a temperatura ambiente, vengono sottoposti a processi industriali che li rendono solidi, aumentando la durata di conservazione del prodotto.
Anche le cotture domestiche, come le fritture effettuate con olio vecchio o di scarsa qualità, favoriscono la formazione di grassi idrogenati.
Numerosi studi epidemiologici e clinici dimostrano che i grassi idrogenati aumentano significativamente il rischio di malattie cardiovascolari, promuovendo infiammazione e stress metabolico, soprattutto in soggetti con sovrappeso o obesità.
I prodotti finali di glicazione avanzata (AGEs)
I prodotti finali di glicazione avanzata (AGEs) possono essere sia endogeni che esogeni.
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Gli AGEs endogeni si formano nell’organismo quando proteine o grassi si legano agli zuccheri circolanti nel sangue, un processo chiamato glicazione, strettamente correlato a condizioni come il diabete.
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Gli AGEs esogeni derivano invece dalla lavorazione e cottura degli alimenti ad alte temperature, in particolare in condizioni di calore secco (griglia, frittura, forno, barbecue).
Il calore secco può aumentare la concentrazione di AGEs da 10 a 100 volte rispetto agli alimenti crudi o cotti con metodi più delicati.
Gli alimenti più ricchi di AGEs includono:
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carne (in particolare carne rossa),
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alcuni formaggi,
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uova fritte,
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burro, creme di formaggio,
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margarina, maionese,
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oli e frutta secca,
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alimenti fritti e prodotti altamente trasformati.
Questo significa che anche una dieta apparentemente sana può diventare ricca di AGEs a causa delle modalità di cottura.
Livelli elevati di AGEs sono associati alla maggior parte delle malattie croniche:
- malattie cardiache,
- diabete,
- malattie del fegato,
- Alzheimer,
- artrite,
- insufficienza renale,
- ipertensione,
- obesità e sindrome metabolica,
- sindrome dell’ovaio policistico
La spiegazione più plausibile è che gli AGEs danneggiano le cellule del corpo, promuovendo lo stress ossidativo e l’infiammazione cronica di basso grado.
AGEs e grassi idrogenati posso modificare il microbiota intestinale?
Inoltre, AGEs e i grassi idrogenati presenti negli alimenti possono essere metabolizzati dai microrganismi intestinali modificando l’equilibrio dei batteri intestinali. Questa alterazione di equilibrio porta a disbiosi, modificazione del microbiota intestinale e della permeabilità intestinale. Per valutare il benessere intestinale o orale è possibile fare delle analisi del microbiota.
- Snelson and Coughlan. Dietary Advanced Glycation End Products: Digestion, Metabolism and Modulation of Gut Microbial Ecology
- Uribarri J, Woodruff S, Goodman S, et al. Advanced glycation end products in foods and a practical guide to their reduction in the diet. J Am Diet Assoc. 2010;110(6):911-16.e12. doi:10.1016/j.jada.2010.03.018
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